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Progetto Paideia

Coordinamento malattie rare pediatriche

 
Indice

 

 

 
 
Bacino territoriale di intervento del progetto:
Regione Piemonte
  La Società per lo studio delle malattie rare

 

La Società persegue scopi esclusivamente scientifici , favorendo e facilitando le iniziative scientifiche , culturali e professionali tra coloro che sono interessati alle problematiche relative alle malattie rare . Propone inoltre l’adozione agli organi competenti di provvedimenti legislativi e normativi a favore dei pazienti affetti da malattie rare .Si occupa di problematiche relative alla didattica e all’ accreditamento formativo; promuove l’aggiornamento scientifico del settore ; stimola ogni forma di collaborazione interdisciplinare

 

 

1. Progettazione

 

1.1 Motivazione del progetto

Le Malattie Rare sono definite sulla base di una bassa prevalenza nella popolazione e il loro numero è stimato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità intorno a 5000. Di esse circa 4000 sono di origine genetica . Una stima approssimata indica che circa il 30 % delle patologie pediatriche severe è costituito da malattie rare.
Il Congresso degli Stati Uniti ha fissato la soglia di 200 000 casi nella popolazione totale, mentre il Parlamento Europeo ha definito un limite di prevalenza non superiore a 5 casi su 10 000 abitanti nella popolazione europea. Nel nostro Paese, il Ministero della Sanità ha elaborato il Regolamento di istituzione della Rete Nazionale delle Malattie Rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie per circa 350 Malattie Rare (DM 18 maggio 2001, n. 279, GU n. 160, del 12.07.2001 Suppl. Ord. n. 180/L). Questo documento, disegna la rete clinico-epidemiologica delle Malattie Rare proponendo una gestione unitaria e integrata del problema.


Le caratteristiche comuni alle Malattie Rare , che permettono di affrontarle come un unico problema sanitario possono essere così definite :

la rarità: dalla quale dipendono le difficoltà a ottenere una diagnosi appropriata e tempestiva e un trattamento idoneo. In particolare, i percorsi diagnostico-terapeutici sono complicati dall'esiguo numero di strutture sanitarie e operatori sanitari (e spesso dalla loro non omogenea distribuzione sul territorio nazionale) in grado di fornire risposte soddisfacenti ai bisogni di salute di pazienti affetti da Malattie Rare. Ciò è dovuto al fatto che la risposta deve essere di alto livello qualitativo: queste malattie necessitano di un'assistenza ultraspecialistica, volendo intendere con ciò il possesso e l'utilizzo di conoscenze che vanno oltre la comune formazione teorica e la comune esperienza clinica.

la numerosità: nel loro insieme le Malattie Rare rappresentano circa il 10% delle patologie umane e interessano complessivamente una frazione importante della popolazione, ciò motiva interventi di sanità pubblica comuni e coordinati;

la natura genetica: la maggior parte di queste patologie è geneticamente determinata e ciò induce a comuni approcci di prevenzione (individuazione dei fattori di rischio, screening dei portatori, ecc.), di diagnosi (diffusione e validazione delle tecniche di genetica molecolare e citogenetica).

il contenuto emotivo dei pazienti e dei loro familiari: dei pazienti e dei loro familiari: questi vivono un'esperienza doppiamente dolorosa rappresentata sia dalla condizione morbosa che dalla condizione di solitudine, legata quest'ultima alla scarsità di conoscenze scientificamente disponibili e professionalmente utilizzabili .
Un primo passo per migliorare l’assistenza ai malati con malattie rare è la valutazione della frequenza di tali patologie. In particolare non sono attualmente disponibili dati riferiti al territorio piemontese .
Le patologie rare sono frequentemente croniche ed invalidanti . Per la loro natura comportano difficoltà diagnostiche che spesso richiedono indagini specifiche a volte non disponibili nel territorio piemontese o nazionale .
Il trattamento può richiedere l’impiego di farmaci cosiddetti orfani in quanto non previsti dal prontuario terapeutico nazionale. Alcuni dei trattamenti sono estremamente costosi. Molte patologie inoltre richiedono trattamenti e presidi riabilitativi. Per alcune di esse è possibile la prevenzione attraverso specifiche indagini genetiche e screening di massa. Al momento non esistono stime sull’ entità del carico assistenziale necessario per la prevenzione e la cura delle malattie rare in territorio piemontese.
Le patologie rare richiedono approfondite conoscenze spesso difficilmente ottenibili dai pazienti ed dai medici .
Queste conoscenze riguardano la diagnosi e le Istituzioni disponibili per effettuarla ; i trattamenti e gli specialisti più adatti sul territorio regionale , nazionale ed internazionale. E’ percio’ avvertita l’esigenza di una rete informativa coordinata che si ponga al servizio dei pazienti , delle loro famiglie, dei medici generici e degli specialisti.

Ente Titolare

Federazione Malattie Rare Infantili.

La Federazione Malattie Rare Infantili raggruppa le seguenti Associazioni di volontariato piemontesi , che dedicano la loro attività alle malattie rare :

EUROPEAN ASSOCIATION FRIENDS OF MCCUNE-ALBRIGHT SYNDROME

ASSOCIAZIONE PER L’AIUTO AI SOGGETTI PRADER –WILLI ED ALLE LORO FAMIGLIE

ASSOCIAZIONE REGIONALE FAMIGLIE SINDROME ADRENOGENITALE PIEMONTE

ASSOCIAZIONE PIEMONTESE AMICI DELLA SINDROME DI TURNER

ASSOCIAZIONE PORTATORI PATOLOGIE IPOFISARIE

ASSOCIAZIONE NEURO FIBROMATOSI

AMICI DI VALENTINA

META – ASSOCIAZIONE PER LE MALATTIE METABOLICHE EREDITARIE
   
 


Responsabile del progetto:

Dott. Roberto Lala
e-mail: info@malattie-rare.org


Responsabile del procedimento
:

Dott. Alberto Musso
e-mail: albertmu@tin.it

  Telefono: 011-3135520